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martedì 15 marzo 2011

L'editoriale: Orgoglioso dell'Udinese

La serie A è ormai vicina al rush finale e tutto ancora è incerto: le 20 squadre impegnate hanno ancora tutte degli obiettivi da realizzare, qualcosa da dimostrare oppure semplicemente sogni. Già, sogni. Come quelli di una Udinese che sta viaggiando a ritmi inimmaginabili, demolendo ogni avversario che gli si sta presentando di fronte e che ormai ha raggiunto la zona Champions, pura utopia a inizio stagione.

La cosa che più colpisce della compagine bianconera è quella di far sembrare tutto facile, troppo facile. A Cagliari, nonostante un primo tempo sofferto, la squadra di Guidolin ha prevalso per 4-0 uscendo tra gli applausi del pubblico cagliaritano, come già era uscita dal campo applaudita a Cesena e Palermo. Fa sempre piacere ottenere degli attestati di stima, anche se essi non acquistano a livello mediatico la stessa risonanza degli scontri e della violenza (purtroppo).

Tornando ai fatti, l'Udinese è uno spettacolo agli occhi di tutti: dopo una stagione deludente come quella dello scorso anno, ci si aspettavano sofferenze anche nella stagione in corso. "Pozzo non ha preso nessuno" si diceva; c'era qualcuno che si rammaricava per le cessioni di Pepe e D'Agostino, due colonne portanti dell'Udinese di Marino che aveva fatto divertire in Europa. Molti, quasi tutti dopo le prime 4 giornate, erano molto pessimisti e già prevedevano lo spettro della serie B (pure il sottoscritto era molto preoccupato per le sorti della sua squadra).

In realtà, nel momento di difficoltà della squadra, si è vista la maestria di paròn Pozzo nel gestire il problema, maestria maturata in questi 25 anni di presidenza. A chi si aspettava la defenestrazione di Guidolin, il più grande colpo di mercato della scorsa estate, Pozzo ha risposto picche e ha atteso: atteso quei risultati che prontamente sono arrivati. Molto spesso la continuità premia più di qualsiasi cambio di allenatore.

Fatti i dovuti ringraziamenti a Pozzo, bisogna dare il giusto merito a uno degli allenatori più sottovalutati d'Italia: Francesco Guidolin da Castelfranco Veneto. E' lui, veneto d'origine ma friulano d'adozione, il principale artefice di questa squadra dei record: legge la partita come nessun altro fa in Italia, inventa Sanchez trequartista quando tutti lo vedono come ala, punta su Zapata come leader della difesa quando tutti lo davano per finito, rispolvera il preziosissimo Pinzi (rendimento da Nazionale il suo, Prandelli farà bene a segnarselo sul taccuino...) e, cosa più importante di tutte, cementa il gruppo facendo sentire tutti importanti, spronando tutti a dare sempre il meglio di loro stessi. In ogni partita, fino al fischio finale.

Mai una parola fuori posto, mai una parola sugli arbitri: l'unica cosa che al "Guido" interessa è il campo, l'applicazione dei giocatori, l'attenzione che dev'essere sempre rivolta agli avversari, senza preoccupazioni esterne di altro tipo. Per raggiungere traguardi ambiziosi bisogna avere dei meriti propri e non soffermarsi su eventuali demeriti altrui: questo il mister lo sa bene, il suo curriculum parla per lui. Tuttavia, la sua esperienza gli impone di rimanere cauto quando gli chiedono dove può arrivare la sua squadra: il difficile deve ancora arrivare, le 9 partite che mancano saranno come finali di Champions e come tali vanno affrontate per conquistare qualcosa di importante.

E poi, c'è la squadra. Una squadra che appassiona, che fa del bel calcio il suo credo, che si diverte e fa divertire con una naturalezza tale da scomodare impegnativi paragoni con il "modello Barcellona". Numeri alla mano, l'Udinese sta polverizzando ogni precedente record ottenuto e, di questo passo, continuerà a polverizzarne.

Partendo dalla difesa, guidata dal superbo Handanovic, è impossibile trovare qualcuno che abbia tenuto un rendimento al di sotto della sua media: anche giocatori che qualitativamente non sono raffinatissimi, penso per esempio a Domizzi e Pinzi, quantitativamente sono devastanti e indispensabili. A centrocampo, con il 3-5-2 plasmato da Guidolin, la muscolarità di Inler e Asamoah ben si abbina con le sgroppate del sorprendente Armero e dell'ormai maturo Isla. In attacco, non ci sono più parole per definire "il vecchio e il bambino" alias Di Natale e Sanchez.

Il capitano è un leader, una bandiera vera, un giocatore generoso che pretende il massimo da se stesso e dagli altri: lo "scugnizzo" ha ormai soppiantato nel cuore dei tifosi bianconeri il ricordo di un campione qual'era Zico. Le sue giocate sono destinate a rimanere imprescindibibilmente legate alla storia della società bianconera. Il cileno è il fenomeno del futuro, in 3 anni è diventato da "oggetto misterioso" a top player: l'attenzione di big del calibro di Inter, Manchester United, Barcellona e Chelsea è più che condivisibile. Attualmente è secondo solo a Messi per tecnica, visione di gioco e inserimenti: per questo sostengo che 40 milioni sono anche pochi. Speriamo che resti un'altro anno almeno, anche se sarà molto dura trattenerlo.

Resta il fatto che partendo da queste basi, il futuro non può che essere roseo: la squadra è forte, la società è sana, Pozzo sta smentendo le voci di cessione che qualche giornale aveva troppo frettolosamente annunciato alcune stagioni orsono e i tifosi possono sognare. Già, sogni. Perchè a questa Udinese nulla pare precluso.

3 commenti:

Dani ha detto...

Ancora una volta, complimenti davvero Pepe! =)
Ho scritto per mesi dell'Udinese per Goal.com, ma credimi se ti dico che non avrei saputo farlo meglio.
Apprezzo molto la tua idea di un editoriale per il blog e spero che tu possa portare avanti con successo questo progetto!!

Dani ha detto...

P.S.: L'unico consiglio che ti posso dare è di inserire anche qualche immagine. Anche di quelle trovate su google. Il sito non ha certo scopi di lucro, quindi non ci saranno problemi!! =)

Francesco Peressini ha detto...

Sono contento che l'idea dell'editoriale ti sia piaciuta e quindi la riproporrò in futuro. L'obiettivo è, come dici tu, quello di renderlo un po più ricco in futuro con alcuni elementi aggiuntivi(immagini, dichiarazioni dei protagonisti, ecc...), in modo da dare ancora maggior risalto ai fatti.

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